Ti ringrazio, Alberto, per la precisazione. Allora ricordavo bene 🙂
]]>Io confermo per ricordo personale che esiste una versione “attenuata” in cui alla parolaccia viene sostanzialmente fatto mancare l’audio a meta’ parola, per cui il boato di esultazione delle truppe la copre. La scena funziona ugualmente bene perche’ comunque lo spettatore vede Toto’ muovere le labbra in modo ben scandito e il cervello ricrea il resto…
]]>“Invece di schiavi traci ti ho dato dei proci!”
]]>PS1: Wikipedia cita che nel film “Il ratto delle Sabine” (1945), sempre con Totò, sia stata pronunciata la prima parolaccia cinematografica italiana (“vaffanculo”). Io non sono riuscito ad individuarla: magari è stata detta nella confusione della scena della ressa a teatro.
PS2: comunque noto che Totò, di battute a doppio senso, più o meno ben camuffate, ne diceva parecchie (tanto per fare 2 esempi: “Cardone, l’INTIMO non le rode?” [La banda degli onesti] – “Signor Gugo? La signorina il caffè lo vuole ristretto… O lo preferisce LUNGO?” [Totò, Peppino e la dolce vita] – etc etc…)
Caro Roberto, “cacchio” non è propriamente una parolaccia, bensì è un eufemismo (di cui ho parlato in questo post). Comunque , resta una segnalazione interessante. Grazie
]]>