assonanze | Parolacce https://www.parolacce.org L'unico blog italiano di studi sul turpiloquio, dal 2006 - The world famous blog on italian swearing, since 2006 - By Vito tartamella Tue, 19 Nov 2024 10:18:40 +0000 it-IT hourly 1 https://www.parolacce.org/wp-content/uploads/2015/06/cropped-logoParolacceLR-32x32.png assonanze | Parolacce https://www.parolacce.org 32 32 Cin-cin, curva e altre parole da non dire all’estero https://www.parolacce.org/2016/03/23/falsi-amici-italiano/ https://www.parolacce.org/2016/03/23/falsi-amici-italiano/#comments Wed, 23 Mar 2016 17:08:52 +0000 https://www.parolacce.org/?p=9741 Il più famoso è il cin-cin: se fate un brindisi con amici giapponesi, evitatelo come la peste. Nel Paese del Sol Levante, infatti, significa pene, nel senso di organo sessuale maschile (montaggio con foto Shutterstock). Ma non è l’unica espressione italiana che,… Continue Reading

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cinCin2Il più famoso è il cin-cin: se fate un brindisi con amici giapponesi, evitatelo come la peste. Nel Paese del Sol Levante, infatti, significa pene, nel senso di organo sessuale maschile (montaggio con foto Shutterstock). Ma non è l’unica espressione italiana che, in altre lingue, ha un significato volgare.
Avevo già raccontato (
qui) i casi contrari: ovvero le parole straniere che in italiano suonano come parolacce.  Ora, però, visto che si avvicinano le vacanze (e i viaggi) di Pasqua, vale la pena conoscere i fenomeni inversi: i “falsi amici” italiani, ovvero le nostre parole che hanno assonanze con parolacce straniere: ne ho trovate 28 in 8 lingue (se avete altri casi da segnalare aggiornerò la lista). Se le conosci, le eviti: se non volete rischiare equivoci o situazioni imbarazzanti

 

CECO

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Gli Szeki Kurva, gruppo punk.

Flag_of_the_Czech_RepublicSe andate a Praga, non dite che avete preso una curva: in ceco, kurva non è una strada tortuosa, significa puttana. Il termine è diventato molto celebre, tanto da essere usato anche in altri Paesi dell’est: Polonia, Russia, Ucraina, Bielorussia.
E ha un’etimologia curiosa: il termine, infatti, ha davvero a che fare con le curve. In passato, infatti, le donne che avevano difetti fisici (tra i quali le gambe “incurvate” o “arcuate”) erano emarginate perché considerate inadatte al lavoro nei campi e ad allevare figli. Così, alle “zitelle” con questo difetto fisico, non restavano molte alternative: spesso diventavano prostitute. E come tali erano mal viste dalle altre donne, che hanno caricato di disprezzo il termine kurva.

Non è l’unico termine imbarazzante in ceco. Anche la parola panna può creare equivoci: significa vergine, che non è una parolaccia ma introduce un tema sessuale mentre siamo convinti di parlare di cibo.
E il nostro avverbio
così ha una pronuncia simile a kozy, che vuol dire capre ma anche tette.

FINLANDESE
Flag_of_FinlandQui, la parola panna è ancora più pesante che in Repubblica ceca: significa mettere, anche nel senso di fottere, scopare. E attenti: portto non è un molo ma vuol dire puttana, come akka (occhio quando fate lo spelling: non è la H!). La parola bimbo, invece, è per adulti: significa tetta, sciocco, coglione.

UNGHERESE

Flag_of_HungarySe dite che state seguendo un ciclo di conferenze, potreste risultare comici: ha la stessa pronuncia di csikló, che significa clitoride.  Ma va decisamente peggio per chi ha un amico o un marito si chiama Pino: non chiamatelo ad alta voce in strada, perché il suo suono è identico a pina, che vuol dire fica.

SPAGNOLO

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“Nonna, passami la canna!”

Nonostante le notevoli corrispondenze fra la nostra lingua e lo spagnolo, i “falsi amici” sono numerosi. Anche fra le espressioni volgari. Per esempio, parlando di verdure, attenti a dire porro: significa persona goffa, maleducata e stupida, ed è anche un sinonimo gergale di spinello. Così come il burro non è un alimento: vuol dire asino, incivile, grezzo.
Chi si occupa di lavorazione delle pelli, meglio che sappia che concia, in molti Paesi latino-americani (Argentina, Perù, Bolivia, Cile, Guatemala, Paraguay, Uruguay) ha lo stesso suono di concha, fica (in origine significa conchiglia).
Se volete andare a pranzo in Messico, Ecuador, Honduras, El Salvador o in Nicaragua, state attenti a parlare di mensa con una cameriera: significa stupida, tontaIn Argentina, invece, se dite che amate dedicarvi all’orto, non stupitevi se chi vi ascolta resterà interdetto: state parlando del culo.
Ma il capolavoro più sorprendente di ambiguità è la parola bergamasca: una donna che dica “Yo soy bergamasca”, può suscitare l’ilarità generale. Perché “berga” ha lo stesso suono di verga (cazzo), e masca significa “mastica”: la sua frase, quindi, può essere intesa come “Io sono mastica cazzo”.

PORTOGHESE

Flag_of_Portugal

Il portoghese non è una lingua monolitica: come lo spagnolo, in America Latina si arricchisce di nuovi vocaboli e significati. E, soprattutto in Brasile, terra di immigrazione, si mescola con altre lingue: l’italiano è una di queste. Ecco perché, in alcuni Stati brasiliani, le parole italiane sono entrate nei modi di dire gergali. Come testimonia il sito Brazzil.commosca, polaca, minestra, piranha, a dispetto delle apparenze, significano tutti “puttana” (e mosca può significare anche fica). Mentre ferramenta non si riferisce al negozio di utensili: significa affare nel senso di pene. Ma non è tutto. In Brasile, se dite a una donna “Posso entrar?”, potreste ricevere uno schiaffo: entrar significa anche penetrare, fottere.

FRANCESE

Flag_of_France

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Quando Sarkozy disse: “Taci, povero coglione”.

La stretta parentela fra italiano e francese può generare molti equivoci. Se dite, guardando il cielo, “Che belle scie“, la frase, in francese, suonerebbe “Che bella cacata” perché scie, in francese, ha la stessa pronuncia di chier = cagare.
E ricordate che
con, in francese, non è una congiunzione ma significa figa, stronzo (è diventata celebre quando la usò l’ex presidente Nicholas Sarkozy per zittire un contestatore).
Attenti, infine, a tradurre
baciare con baiser (vuol dire anche scopare) e gatta con chatte (che indica anche la vulva).

INGLESE
Flag_of_the_United_KingdomLa distanza fra le radici linguistiche dell’italiano e dell’anglosassone produce poche assonanze volgari. Fra le più evidenti c’è ass, che non vuol dire asso ma (negli Usa) culo, stupido. Ma nella lista delle parole pericolose bisogna segnalarne due italiane che sono entrate nel dizionario inglese con significati del tutto diversi: bagnio (con la i) non vuol dire toilette ma bordello; e bimbo non vuol dire bambino ma sciacquina, oca giuliva, svampita.

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La processione fallica Kanamara Matsuri.

GIAPPONESE

Flag_of_JapanL’ho già anticipato all’inizio di questo post: in giapponese, chinchin (pronuncia: cin cin) vuol dire pene. Tant’è vero che il festival della Kanamara Matsuri, la processione fallica che si svolge ogni anno a Kawasaki per propiziare la fertilità, è chiamato anche Chinchin Matsuri (festival del… cazzo). Se siete in Giappone, quest’anno l’appuntamento è fissato per il 3 aprile. E se volete brindare con gli amici giapponesi, dovete usare un’altra espressione: “kanpai”.
Ma perché in italiano per brindare usiamo l’espressione cin cin? In effetti, l’espressione ha origini orientali, per la precisione cinesi: deriva infatti da qǐng qǐng, che significa “prego, prego”. Queste parole erano usate fra i marinai di Canton come forma di saluto cordiale ma scherzoso, e si diffuse nei porti europei. E’ entrato nei nostri modi di dire per la somiglianza onomatopeica con il suono prodotto dal tintinnare di due bicchieri tra loro.

RmcHo parlato di questo post con Monica Sala e Max Venegoni su Radio Montecarlo. Potete ascoltare il podcast con il mio intervento cliccando qui.

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Quando la chimica è grezza: butanone, cacalone e altre molecole imbarazzanti https://www.parolacce.org/2016/03/13/nomi-volgari-chimica/ https://www.parolacce.org/2016/03/13/nomi-volgari-chimica/#respond Sun, 13 Mar 2016 16:37:08 +0000 https://www.parolacce.org/?p=9643 Oggi parliamo del lato osè della chimica: ho scoperto infatti che esistono diversi elementi e  molecole con un nome volgare. Com’è possibile? Per rispondere a questa domanda, bisogna sapere come nascono i nomi delle sostanze. Di solito, in uno di questi 4… Continue Reading

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shutterstock_165742730Oggi parliamo del lato osè della chimica: ho scoperto infatti che esistono diversi elementi e  molecole con un nome volgare. Com’è possibile? Per rispondere a questa domanda, bisogna sapere come nascono i nomi delle sostanze. Di solito, in uno di questi 4 modi:

1) dalla zona geografica dove sono stati scoperti o sono diffusi: il germanio fu trovato per la prima volta in Germania;
2) dalle specie vegetali o animali da cui sono isolati: l’acido acetilsalicilico, ovvero l’aspirina, deve il suo nome dalla corteccia di salice da cui era ricavato;
3) dal nome del loro scopritore o da quello di un grande scienziato: il fermio fu battezzato così in memoria del fisico Enrico Fermi, morto l’anno precedente alla scoperta dell’elemento;
4) dalle caratteristiche di una sostanza: il kripton, dal greco kryptòs, nascosto, fu chiamato così perché è molto difficile da rilevare nei gas atmosferici, dove è presente in piccolissime quantità. E il simbolo del mercurio è Hg perché la sigla deriva dal greco hydrargýros, argento d’acqua: a temperatura ambiente, infatti, questo elemento sembra argento liquido.

Con tutte queste variabili in gioco, era inevitabile che alcune sostanze ricevessero nomi insoliti: comprese le parolacce. Spesso sono frutto di semplici (ma divertenti) coincidenze e assonanze, che possono nascere anche da acronimi e abbreviazioni. Ma altre volte c’è lo zampino di qualche chimico in vena di goliardate (come quello nella foto Shutterstock): anche agli scienziati piace scherzare, come avevo raccontato nella storia del professor Stronzo Bestiale. Dunque, se pensate che la chimica sia una materia noiosa, date un’occhiata all’elenco qui sotto: cambierete idea.

BRUTTO STRONZIO!

shg_stronzio_liquid_x0Ta8oCVk9ix_mediumIn italiano è uno degli elementi che non si pronuncia senza arrossire: lo STRONZIO.  E’ un metallo tenero, argenteo, bianco o leggermente giallo. A volte lo si trova citato sulle etichette dell’acqua minerale, e scatena le inevitabili battute: “Ora capisco perché ha uno strano retrogusto…”. La parola, in realtà, deriva dal nome di una città scozzese, Strontian, nelle cui miniere, nel 1790, furono trovati i primi minerali ricchi di quell’elemento. Il nome della città non ha a che fare con gli escrementi: deriva dal gaelico Sròn an t-Sìthein, che vuol dire “naso”: l’escrescenza di una collina. 

CHE CU...

s13Perché la sigla del rame deve essere l’imbarazzante CU? Forse perché non è un metallo abbastanza pregiato? No, le ragioni sono altre: ai tempi degli antichi Romani, infatti, il rame veniva estratto per lo più dall’isola di Cipro, in latino Cuprum appunto. Di qui la sigla. La parola, a quell’epoca, designava sia l’elemento chimico che la lega di rame e stagno che noi chiamiamo bronzo (e anche qui le assonanze non sono male). 

OCCHIO AL CACALONE!

cacaloneCon un nome così, sembra la tipica molecola da maneggiare con le pinze. Ma gli schizzinosi possono stare tranquilli: il CACALONE non ha nulla a che fare con la cacca, bensì deriva il suo nome dalle piante del genere Cacalia, diffuse in Messico, dove sono usate come medicinali. La struttura di questa biomolecola è stata descritta per la prima volta in una ricerca nel 1976. Il nome deriva dal greco kakalia, che potrebbe avere la stessa origine di cacca (cosa brutta, repellente) ma anche derivare da kakalon, muro (perché cresce a ridosso dei muri?). 

BRUTTO GLUCAGONE!

Il glucagone (in rosso) visto al microscopio.

Sembra un insulto, ma in realtà il glucagone è un ormone secreto dal pancreas: serve a  controllare i livelli di glucosio nel sangue. Il suo nome, nonostante il suono, non è offensivo: significa “glucose agonist”, agonista del glucosio. Glielo diedero i suoi scopritori, C. Kimball e John R. Murlin nel 1922.  

SEI UN GRAN BASTARDANO

bastard2Come chiamare il derivato spurio di una sostanza? Stiamo parlando di nonaciclo-docosano, un derivato insolito degli alcani: di più non oso spiegare, perché è una chimica complessa. Sta di fatto che i suoi scopritori, in una ricerca del 1968, lo definirono goliardicamente un “tetramantano bastardo”, cioè insolito, anormale, inferiore. E proposero di chiamarlo, appunto, bastardane, che in italiano suonerebbe BASTARDANO, figlio illegittimo. La proposta, per quanto spiritosa, non sembra aver avuto molto seguito fra i chimici. 

MA CHE BUTANALE… O BUTANONE?

butanoneIl BUTANALE è un composto della classe degli aldeidi: un liquido incolore facilmente infiammabile. Il suo nome originario era butirraldeide, da butirro, burro. Alcuni composti, infatti, i butani, hanno preso il nome dal burro perché esso contiene un acido organico dall’odore sgradevole.
Ma resta un nome ingombrante. Soprattutto quando si precisa che il butanale è un isomero (= ha la stessa formula chimica) del BUTANONE, altro liquido  infiammabile e puzzolente della classe dei chetoni… 

CHIEDETEMI TUTTO, MA NONANALE

Nonenal-480x480NONANALE: che brutto scherzo hanno giocato a questa molecola! Il suo nome originario è nonanaldeide, ma nell’intento di abbreviarlo gli scienziati hanno fatto un pasticcio, con l’imbarazzante abbreviazione inglese nonanal. Non è propriamente una parolaccia, ma si nomina comunque con un certo imbarazzo. E’ un’aldeide alchilica, una sostanza prodotta dalla fermentazione degli zuccheri. Ha un odore fruttato e si usa per sapori e profumi, ma è anche prodotta dal corpo umano: tanto che, hanno scoperto alcuni ricercatori dell’università della California, il nonanale attira – neanche a farlo apposta – le zanzare del genere Culex.

ROBA PORN

1372973doctorIl PORN non deriva dal greco pornè, puttana. E’ semplicemente l’acronimo della poli-(DL)-ornitina, una molecola utilizzata negli esperimenti di coltura cellulare. Insomma, anche le cellule, per moltiplicarsi, possono eccitarsi con i… porn.

Abbino a questa molecola lo SCATOLO, che invece deriva da una parolaccia greca: skatolos, escremento. La molecola è stata chiamata così proprio perché puzza di feci. Si forma nei processi di marcescenza dell’intestino: per questo lo studio delle parolacce legate agli escrementi si chiama “scatologia” (da non confondere con l’escatologia che è lo studio del destino ultimo dell’uomo: che non è un destino di merda, perché escatologia non deriva da skatolos ma da éschatos, ultimo).  

FUCK!

FUCK_REG-SUMMARYFUCK è l’imbarazzante acronimo di un gene che codifica la L-fuculochinasi, un enzima che interviene nelle reazioni metaboliche con il fruttosio e il mannosio. In inglese ha un significato molto volgare (scopare, fanculo): possibile che gli scienziati non avessero un altro modo per abbreviare questa molecola (in inglese FuculoKinase)?

Due altri acronimi volgari sono contenuti in una ricerca  del 2007 sulla sintesi elettrochimica di nanotubi: BiNT (Bismuth NanoTubes, nanotubi di bismuto) e CuNT (Cu sta per rame). In inglese, bint significa donnaccia, e cunt vuol dire fica. Trattandosi di una ricerca scritta da autori cinesi, è stato quasi sicuramente un incidente. Ma ha avuto grande popolarità nei Paesi anglosassoni.

Molti altri composti con nomi che in inglese suonano volgari (arsole, dickite, crapinon…) sono elencati sul sito di Paul May, docente di chimica all’università di Bristol (Uk): a riprova che nei Paesi anglosassoni hanno meno reticenze a giocare con la scienza.

ACCOPPIAMENTI

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Quella che vedete non è un’immagine tratta da un cartoon porno. E’ lo schema di una reazione chimica, citata in una ricerca brasiliana del 2004: descrive le proprietà di un complesso di rutenio (il primo a sinistra)  in cui l’aggiunta di ciclodestrina (l’anello) porta ad una completa inclusione che rompe la matrice iniziale creando un aggregato molto… erotico. E poi dicono che la chimica non è una materia sexy. 

RmcHo parlato di questo post nella trasmissione “Max e Monica magazine” su Radio Montecarlo.
Potete ascoltare l’intervista a questo link.

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Zokola, katso e altri 27 (falsi) amici https://www.parolacce.org/2016/02/25/assonanze-parolacce-straniere/ https://www.parolacce.org/2016/02/25/assonanze-parolacce-straniere/#comments Thu, 25 Feb 2016 16:15:24 +0000 https://www.parolacce.org/?p=9547 Se in Norvegia una commessa vi dicesse “skopare“, non illudetevi: vi sta proponendo un paio di scarpe. Se un giapponese pronunciasse la parola “kago“, non vi sta segnalando i propri bisogni fisiologici: sta parlando di auto. E, restando in tema,… Continue Reading

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Katso

“Katso!” (Guarda!): settimanale finlandese sulla tv fondato nel 1960.

Se in Norvegia una commessa vi dicesse “skopare“, non illudetevi: vi sta proponendo un paio di scarpe. Se un giapponese pronunciasse la parola “kago“, non vi sta segnalando i propri bisogni fisiologici: sta parlando di auto. E, restando in tema, uno svedese che dice “merda” sta parlando di merenda
Benvenuti nei “falsi amicivolgari: ovvero, le parole straniere che hanno il medesimo suono (“omofone”) o una grafia simile a parolacce italiane.
Ne parlo oggi, ispirato da un post di Oxford Dictionaries, segnalato dalla collega blogger Licia Corbolante: l’articolo elencava 13 parole straniere che in inglese hanno un suono offensivo. Da dick (in inglese, cazzo, in tedesco grasso) a cant (omofona di cunt, fica: ma lato in olandese).

La segnalazione mi ha ricordato i casi dei prodotti che han dovuto cambiar nome perché somigliavano a parole volgari in un altro Paese: come la Ford Pinto che dovette cambiar nome in Brasile, perché in portoghese pinto significa cazzo. Racconto diversi casi del genere sul mio libro e in questo articolo.
Qui, invece, ho voluto fare una ricerca in onore dei tanti traduttori che seguono questo blog (grazie!). Ho cercato assonanze fra le principali parolacce italiane e le parole (neutrale) di altre lingue, usando Google Translate: un metodo empirico, forse impreciso, ma è l’unico che conosco. Il risultato? Ho trovato 29 espressioni che in italiano avrebbero un senso volgare, ma in altre lingue no. Quasi metà di loro arrivano dai Paesi nordici, in particolare dalla Finlandia: qui potete dire, senza scandalizzare nessuno, “katso merta” (guarda il mare), “katso sukkia” (guarda i calzini) e “katso matto” (guarda il tappeto)…

Ecco l’elenco dei falsi amici che ho raggruppato per categorie: buon divertimento.

SESSO MASCHILE

katso = guarda (finlandese)

gatsu = mese (giapponese). La parola si combina dando origine ai nomi dei mesi dell’anno: sangatsu (marzo), kugatsu (settembre)

katso merta = guarda il mare (finlandese)

katze = gatto (tedesco). La frase “Il mio terzo gatto nel carbone” in tedesco suona: “Meine dritte Katze in Kohle”.

minkia = visone (rumeno, albanese) = nostro (corso)

kojon = mano (lituano)

SESSO FEMMINILE

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Slogan involontariamente comico di un caffè svedese.

fika = bevande, rinfreschi, pausa caffè (svedese)

fica = è, resta, rimane (portoghese)

tette = solo, appena (curdo)

 

INSULTI SULL’ETICA SESSUALE

porkka = bastoncino da sci (finlandese)

vakka = cofanetto di legno (finlandese)

zokola = podio (albanese) = piedistallo (russo)

troja = tre (bosniaco) = maglione (tröja, svedese)

puttana = stracci (usbeco)

frouxo (in portoghese si pronuncia froscio) = sciolto, allentato

minhota (in portoghese si legge mignota) = donna del Minho regione del Portogallo.

AREA SCATOLOGICA

zokola

Zokola: fabbrica di cioccolato in Belgio.

kago = auto, cestino (giapponese): “kago sushi” vuol dire “cestino di sushi” (che è il nome di un ristorante a Varsavia, come racconto qui)

merta = mare (finlandese)

merda = mossa, passaggio (bulgaro)

stronzo = stronzio (russo: elemento chimico)

kakare = scritto (giapponese) = torte (norvegese)

Auto della polizia tedesca con lo slogan “immerda”

kakata = cacao (bulgaro)

immerda = sempre lì, sempre presenti (tedesco), composto da immer + da. E’ diventato lo slogan della polizia della Renania Palatinato, in Germania

 

GLUTEI

kulor = perline (svedese)

kuulo

Pubblicità di apparecchi acustici in Finlandia: “kuulo” vuol dire “udito”.

kuulo = udito (finlandese)

kulo = corsa (giavanese); incendio boschivo (finlandese)

kulho = ciotola (finlandese)

 

ATTI SESSUALI

pompino = assolo (hawaiano)

skopare = paio di scarpe (norvegese)

katso sukkia = guarda i calzini (finlandese)

Katze in der Kohle = gatto nel carbone (tedesco)

inkulo = recupero crediti (norvegese) = in questo (zulu)

fankulo = amaca, dondolo (curdo)

 

A proposito di assonanze volgari, segnalo questa versione in finlandese della canzone “Guarda che luna” di Fred Buscaglione. Il ritornello suona così: Hopeinen kuu luo…. da sentire.

Se vi è piaciuto questo articolo, potete leggere:

i marchi stranieri che suonano come parolacce in italiano:

Oops! Quando il logo diventa indecente

gli acronimi stranieri che suonano come parolacce in italiano:

PIRLA project, CACCA club e altre (vere) sigle divertenti

Le parole italiane che all’estero suonano come parolacce:

Cin-cin, curva e altre parole da non dire all’estero

Le città mondiali con un nome volgare:

Le città più imbarazzanti d’Italia

 

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