Parma: campagna elettorale di Massimo Passera (Ulivo).
Non vorrei essere nei suoi panni quando arriva il momento di presentarsi: “Piacere, Felice Della Sega“. Portare un cognome volgare può cambiare la vita. Spesso in peggio: scherzi telefonici e citofonici, battutine, prese in giro possono essere un supplizio quotidiano. Ma quanti sono gli italiani con un cognome imbarazzante? Sono casi rari? E qual è la storia di questi cognomi?
Dopo il caso del professor Stronzo Bestiale, finto autore di un paper scientifico nel campo della fisica, avevo promesso di indagare. L’ho fatto, scoprendo una realtà che va oltre ogni immaginazione: in Italia esistono 111 cognomi-parolaccia, portati da oltre 38mila persone. Il signor Della Sega, insomma, è in buona compagnia. Sono lo 0,06% degli italiani: 6 persone su 10mila. Questo vuol dire che in una città come Milano (1 milione e 350mila abitanti) i portatori di un cognome volgare potrebbero essere più di 800.
Come faccio a dire questo? In Italia non esiste un’anagrafe centralizzata, e anche se esistesse non sarebbe accessibile. Dunque, per studiare i cognomi esiste un solo modo, scoperto dal linguista Emidio De Felice alla fine degli anni ’70: esaminare gli elenchi telefonici. Oggi il compito è più facile, visto che sono sul Web: così, con pazienza, aggiornando le ricerche che avevo fatto 20 anni fa per il mio primo libro (già: proprio sui cognomi) ho digitato tutte le parolacce della nostra lingua sul sito di Pagine Bianche. In questo modo ho potuto accertare quante persone avevano un cognome volgare (tralasciando i nomi delle attività commerciali, spesso inventati).
Una delle prime verifiche è stata vedere quanti portassero un cognome volgare abbinato a un nome, in modo da formare una frase di senso compiuto. Oltre a Felice Della Sega (esiste davvero!) ecco gli altri casi che ho accertato (potete verificarlo su PagineBianche):
Benvenuta VACCA
Immacolata SOTTOLANO
BOCCHINO Fortunato
TROMBA Alessia
TROMBA Felice
CHIAPPA Rosa
CHIAPPA Chiara
TROMBA Felice
LIMONTA Felice
MADDIO Santo
BIGO Lino
TROIA Fortunata
Un caso celebre, Felice Mastronzo, non risulta in elenco: se esiste davvero, segnalatelo (con le prove!). Gli abbinamenti comici fra nome e cognome involontariamente comici (ma a cosa pensavano quei genitori quando hanno scelto come chiamare i loro figli?) sono comunque una minoranza.
I cognomi volgari, invece, sono 111, e risultano portati da 16.015 persone. Che sono i titolari delle linee telefoniche, ovvero i capofamiglia: e dato che in Italia la famiglia media è composta da 2,4 persone (dati Istat), i cognomi volgari potrebbero quindi essere diffusi fra 38.436 persone. Ed è probabilmente un numero approssimato per difetto, visto che in molte famiglie la linea telefonica fissa è stata sostituita dai telefoni cellulari.
Ma vediamo più da vicino quali sono questi cognomi e come sono distribuiti, a seconda del loro significato: la maggior parte (il 71%) fanno riferimento al sesso, ovvero descrivono parti anatomiche o atti sessuali (Cazzoni, Scopano), oppure stigmatizzano comportamenti sessuali (Finocchio, Zoccola). Il resto sono sostanzialmente insulti.
Anche se, come vedremo più avanti, molti cognomi volgari in realtà non sono nati come parolacce: il loro significato originario è spesso neutro e vuol dire tutt’altro che una parolaccia. Tanto più che, nei secoli, i cognomi hanno subìto storpiature ed errori di trascrizione, perdendo la loro forma originaria. Ma ne parliamo in questo blog, perché, di fatto, a prescindere dal loro significato originario, questi cognomi sono percepiti o percepibili come volgari.
Il musicista Francesco Buzzurro: pur avendo un cognome scomodo, ha scelto di non usare uno pseudonimo.
Accorpando le forme derivate e le varianti, le 10 forme di cognome più diffuse (portate da più di 500 persone ciascuna) sono le seguenti:
1) Vacca (2.552)
2) Porco (2.513)
3) Barbone (1.118)
4) Cazzaro (1.056)
5) Chiappa (813)
6) Troia (799)
7) Cozza (733)
8) Buffone (657)
9) Passera (621)
10) Tonto (506)
In tutto, questi 10 cognomi sono portati da 11.368 persone, il 71% del totale dei cognomi volgari.
Ma vediamo in dettaglio come sono composte le categorie: [ clicca sul + per aprire l’approfondimento ]
Di fronte a tutti questi cognomi scomodi, una domanda nasce spontanea: perché le persone non li cambiano? La possibilità esiste, ed è offerta da una legge aggiornata di recente (il Dpr 54/2012). Chi ha un cognome “ridicolo o vergognoso” può cambiarlo: basta presentare domanda al prefetto. Di solito, chi cambia il cognome volgare lo fa in due modi: o si limita a cambiarne una sola lettera (Merdelli può diventare un rispettabilissimo Verdelli), oppure lo sostituisce con quello della madre.
Una scelta comprensibile, dato che – come raccontavo nel mio libro – nel cognome si condensano le caratteristiche familiari, professionali, etniche e sociali dell’identità di una persona. Dunque, un cognome volgare rischia di mettere in ridicolo non solo il suo portatore ma tutta la sua famiglia d’appartenenza: il cognome, infatti, è un nome singolare con un significato plurale, perché raggruppa in sè la storia di un’intera stirpe.
Eppure, guardando le statistiche del ministero dell’Interno, i cambi di cognome sono molto meno frequenti di quanto si possa immaginare. L‘ultimo dato disponibile, quello del 2011, parla di 2.765 richieste presentate in un anno in tutta Italia. ma solo una minoranza era motivata dal desiderio di correggere un nome di famiglia imbarazzante; la maggioranza delle istanze (il 50%) volevano invece valorizzare il cognome materno, aggiungendolo o sostituendolo a quello paterno.
In ogni caso, gran parte delle persone mantiene un cognome anche se è pesante o ridicolo: come si spiega? In parte per le ricadute burocratiche: se si cambia cognome, bisogna rifare tutti i documenti: carta d’identità, patente, etc etc. Ma i motivi più forti sono altri. In una ricerca di qualche anno fa, lo psicologo statunitense Arthur Frankel (Salve Regina University) ha dimostrato che i nomi insoliti si imparano più facilmente rispetto ai nomi comuni. Cantacesso, insomma, non si scorda, a differenza di un comunissimo Rossi. Ma non è solo questo il motivo: ai cognomi ci si affeziona, perché sono carichi di storia, di ricordi, di affetti. E sbarazzarsene non è così semplice. D’altronde, basta un po’ di ironia per portare, anche con orgoglio, un cognome particolare. Come mostrano le interviste del video qui sotto, realizzato dal sito cognomix.